giovedì 20 marzo 2014

don't shoot me i'm only the piano player


Quando si dice la fantasia! Grand piano, che esce oggi e che io vidi l’ultimo giorno del Torino Film Festival quattro mesi fa, in Italia è diventato Il ricatto. Ce ne faremo una ragione? E facciamocela. Anche perché il film di Eugenio Mira, compositore e regista spagnolo, non è che sia proprio di quelli memorabili. Peccato, perché la storia, se non proprio originale, poteva almeno essere ansiogena, inquietante, appassionante. E invece niente. Quindi dimenticate Hitchcock (non basta uccidere qualcuno mentre va in scena un concerto come ne L’uomo che sapeva troppo) e pensate alla credibilità di Elijah Wood, giovane pianista complessato che torna a suonare dopo anni. Molto meglio John Cusack, killer psicopatico ma forse no, che ormai ci ha preso gusto a fare il cattivo. Il colpo di scena che svela il perché è il percome di per sé è la cosa che funziona di più, ma il finale svacca verso un’improbabile soluzione da vecchio giallo-rosa.

9 commenti:

  1. classico thrillerino dimenticabile.
    io john cusack nei panni del cattivo l'ho trovato ancora una volta terrificante. e non intendo in senso positivo... :)

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    1. ma no, dai! certo, è più bravo a fare la vittima che il carnefice, ma io non l'ho trovato terribile

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  2. pensa che io nemmeno me lo ricordo il colpo di scena che svela il perché e il percome...

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    1. domani sera me lo racconti, magari! :)

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  3. Eppur m'ispira e credo lo guarderò. Al massimo mi toccherà inveire, sai che novità! :)

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  4. ahia, eppure dall'impostazione mi ispira parecchio, ciao Dantès è una vita che non vengo da te, un abbraccio :)

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