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mercoledì 13 febbraio 2013

ingravescentem aetatem


La casualità degli eventi (sempre che il caso esista) mi spinge a fare il terzo post con questo titolo (almeno tra i blog che leggo io). E non è facile manco per un cazzo (scusate se ho scritto manco), perché sandali e la middle son donnini di curtura mica da ridere. Si capisce perché sto ravanando lanugine dall’ombelico da quattro righe? Eh, mannaggiavvoi, mi avete scoperto. Proprio come ha fatto uno dei blogger che seguo, spesso in silenzio ma con assiduità, e che, fatti due conti, mi ha chiesto l’amicizia su fb. Ah, per inciso, sono stato ben felice di accettarla. Dite che sto andando fuori tema? Dite che vorrei smenarla sul papa proprio oggi che tutti parlano di Sanremo e io no, perché lo vedrò a pezzetti su youtube in quanto sono talmente snob che il festival mi piace ma non lo reggo per più di 10 minuti? Mi sa che avete ragione. È che non riesco a pensare a uno meno dimissionario di un papa. Insomma, sei... dovresti essere una guida spirituale, non un impiegato del catasto. Il tuo compito non finisce alle sei del pomeriggio, poi il sabato all’iper a far la spesa. Per te niente orologio con la scritta (hai già lo sbrillocco al dito!), niente rinfresco con la ditta, gomitate e occhiolini, «adesso chissà come ti divertirai, beato te!». Quello ti toccava fare: essere un faro. Detto ciò, come papa facevi cacare.

martedì 22 marzo 2011

personal jesus


Un creazionista che fa il vicepresidente del Cnr sembra il soggetto di un brutto film demenziale americano: noi ce l'abbiamo sul serio. E l'altro giorno, ospite di quel megafono neonazista di radiomaria, se n'è uscito con la storia che quello che accade in Giappone è frutto di una punizione divina. Imagine there's no heaven, it's easy if you try, no hell below us, above us only sky: sai che ridere.

martedì 21 settembre 2010

pisellov


Giro per blog e mi accorgo di come sia facile vomitare odio, solitamente per le cose più futili. Vuoi mettere un bell’abbassojuveligaschifomerdabersanipuzza mentre la nave affonda? È forse per questo che stamattina, in un eccesso di gentilezza tale che mi toccherà fare lo stronzo fino al 2030, ho parlato per dieci secondi con un hare krishna. Sì, presente hare krishna hare hare? Ecco. Ero lì che lavoravo e, a un tratto, mi è apparso questo anacronismo vivente. Che dire, mi ha colpito la sua gentilezza. Dici, ma come? in così poco tempo? Sì. Avrei potuto vomitargli addosso il mio agnosticismo (che di per sé, non essendo un dogma, non si può vomitare) e invece l’ho ascoltato per dieci lunghi secondi. Poi, scrollando la testa gli ho detto che non ero per niente interessato. E avevo proprio l’aria di uno che non è per niente interessato, non quella di uno che pensa «ma guarda ’sto piciu».

mercoledì 17 febbraio 2010

magic shop


Lourdes mi intrigava soprattutto per il fatto di aver vinto due premi a Venezia, uno dell'associazione cattolica Signis, l'altro (il Brian, chiamato così dal film dei Monty Python) dell'Uaar, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Ebbene, è proprio vero: comunque la pensiate, Lourdes va visto. Per nulla lento, nonostante una rigorosità quasi da Dogma (quello di von Trier - meglio specificare, visto l'argomento), ha lo scopo ben riuscito di disseminare dubbi. Per tutti. Un balsamo, in una società che predica certezze. E lo sguardo di Sylvie Testud, miracolata o forse no, vale da solo il prezzo del biglietto.

martedì 8 dicembre 2009

bonobo power


- Per favore, accetti il mistero.
(A serious man, Joel ed Ethan Coen)

Parafrasando Vivian Mercier a proposito di Aspettando Godot, il nuovo film dei Coen è una commedia in cui non accade nulla... per un po' di volte. Giudizio negativo? Manco per niente, solo che la cosa più divertente di A serious man è il trailer. Si ride di gusto in un paio di occasioni (l'apologo iniziale e il responso del rabbino Marshak dopo il bar mitzvah sono due begli esempi), ma in realtà si tratta di una pellicola parecchio seria. Forse non ci ho capito niente, ma io l'ho vista (altro che Religiolous) come una critica ai danni irreversibili della religione. O forse è una sorta di summa della cultura yiddish privata del sarcasmo cui siamo abituati. Inevitabile ripensare alla celebre frase dello zoologo Desmond Morris: «Esistono 193 specie viventi di scimmie, con coda e senza coda. 192 sono coperte di pelo. L’eccezione è la scimmia nuda, che si è data il nome di Homo sapiens. Questa insolita specie di grande successo passa molto tempo a esaminare le motivazioni sue più elevate, e un tempo altrettanto lungo a ignorare con cura quelle fondamentali».


domenica 8 novembre 2009

symbolum


(roba da far rimpiangere le vacue buone domeniche dei trenini)