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mercoledì 7 maggio 2014

eri così carino, proprio un amore di ragazzino


Nell’anno in cui il Tglff è stato dedicato al mondo dei giovani, il premio del pubblico non poteva che andare a Hoje eu quero voltar sozinho del brasiliano Daniel Ribeiro, già vincitore del Teddy Award a Berlino. Mah. Film grazioso, nulla da dire. Fresco, come i tre protagonisti, Fabio Audi, Tess Amorim e, soprattutto, Ghilherme Lobo. Ma mi pare pochino. Perché la storia di Leonardo, adolescente cieco che sogna l’indipendenza da una madre oppressiva e si innamora – non subito ricambiato - del nuovo arrivato a scuola, sfiora tanti temi (handicap, bullismo, prime pulsioni sessuali di noi gggiovani) ma usa una mano troppo leggera, consolatoria. E se l’ultima scena strappa un applauso meritato, l’insieme lascia un po’ così. Ha un distributore italiano, ma non si conosce ancora la data d'uscita.

martedì 6 maggio 2014

sette personaggi in cerca di sesso


Premiato al Milano Film Festival e visto qualche giorno fa al Tglff, Les rencontres d'après minuit è uno strano oggetto che lì per lì sembra una cosa e poi scopri che è tutt’altro. La storia è quella di quattro sconosciuti che si riuniscono per un’orgia a casa di un curioso trio composto da Ali, Mathias, e il/la loro domestico/a Udo. O perlomeno questo ci racconta la sinossi. Poi scopri che, per il regista, l’esordiente Yann Gonzalez, questa è la versione hard di Breakfast club. Alle atmosfere oniriche e “cartonate”, così come all’umorismo surreale e un po’ greve della parte iniziale, si sostituiscono, con toni a volte divertenti a volte drammatici, le confessioni dei singoli personaggi, finché non scopriamo, come in un Tim Burton per adulti, cosa spinga Ali e Mathias a cercare nuovi compagni per le loro orge (no, non sono vampiri, anche se in certi momenti mi è venuto in mente l’ultimo Jarmusch). Insomma, alla fine il film fa il suo porco lavoro, funziona, e si fa perdonare qualche eccesso. Merito anche degli attori, dalla splendida e algida coppia costituita da Kate Moran e Niels Schneider allo spassoso travesta Nicolas Maury, dal giovanissimo Alain-Fabien Delon (il figlio bello di Alain) alla milf Fabienne Babe, fino al cameo di una Béatrice Dalle sempre più fuori di testa. Un discorso a parte per Eric Cantona che, nel ruolo del superdotato, dà vita a uno dei personaggi più riusciti e credibili: la scena in cui racconta la sua storia è divertente e malinconica insieme.

lunedì 5 maggio 2014

l'amore è una cosa strana


Dico subito che quest'anno il Tglff (o almeno quello che sono riuscito a vedere) non mi ha dato grandi soddisfazioni. Però c'è un film che dovete assolutamente recuperare: già passato a Toronto e alla Berlinale (lì non riuscii a incastrarlo in nessun modo), senza nessuna previsione d'essere distribuito in Italia (però sarebbe perfetto per laeffe), è un documentario, si chiama The dog ed è una figata. Vi ricordate Quel pomeriggio di un giorno da cani? Al Pacino, Sidney Lumet? Ecco, quella era la versione romanzata. The dog racconta, attraverso spezzoni d'epoca e interviste ai protagonisti della vicenda, la vera storia di John Wojtowicz, l'assurdo, iperegocentrico, sessuomane, spassoso, detestabile fuori di testa che decise di rapinare una banca per realizzare il sogno della sua compagna trans: operarsi per diventare una donna in tutto e per tutto. E lo racconta nel corso di dieci anni: da quando la coppia di registi, Allison Berg e Frank Keraudren, folgorata dal film di Lumet, decise di iniziare a intervistare Wojtowicz, fino alla morte di quest'ultimo per un tumore. Una storia complessa, dove non si sa mai bene dove stia la verità e quanto sia vera, ma intensa, forte, divertente, commovente: vedi il rapporto tra John e il fratello ritardato, i racconti della madre, l'orrido programma tv con ospite Liz Eden ormai donna.

venerdì 2 maggio 2014

east but almost least: ye


Terzo appuntamento con il cinema orientale da evitare. Stavolta l’invito è principalmente rivolto a chi sarà domenica a Torino per il Tglff e si facesse venire voglia di vedere Ye, ennesimo cinese (ma senza pollo funghi e bambù) che io ho già visto al Festival di Berlino. In un angolo di città notturna, molto notturna (pure troppo), battono Tuberose, prostituta alle prime armi, e Narcissus, bisex innamorato di se stesso. A irrompere nella routine dei due, arriva Rose, un povero illuso che si innamora di Narcissus. Opera prima del ventunenne Zhou Hao, che ne è anche protagonista, è un saggio da scuola di cinema e si vede: pretenzioso nella forma e nella sostanza. Jean Genet e Wong Kar-wai sono stati non si sa perché scomodati da qualche recensione. Se almeno ci fosse un po’ di sesso…