Erano anni che non ascoltavo stereonotte, ma le alternative erano radiomaria, m2o o schiantarci in autostrada. Beh, insomma, così c'erano questi due che pontificavano di gruppi che potevano anche essere inventati, niueiv e pseudo punk già scaduta all'epoca, anglotedeschi e via andare, scacando qualsiasi cosa fosse vagamente nota in quanto commerciale. Ma il fil rouge della nottata (atansiòn, truà-de-àn! avrebbero fischiato Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri) era «Qual è la canzone che esprime meglio il senso dell'amore?». Tra gli insonni fighetti segaioli c'era anche gente normale, ma le loro mail, i loro sms, erano letteralmente demoliti. Sconvolto da tanto intellettualismo di 'sta cippa (possibile che tra questa supponenza da calci in culo e la friggitoria musicale dei network privati non possa esistere una via di mezzo?), ho accolto quasi con sollievo il giornaleradio delle 2. Gesù, come farlo leggere a un Pieraccioni che non prova neanche a farti ridere. E con pause che, si sa, in radio sembrano durare dieci volte tanto. Aridatece er Dentone, plis.
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giovedì 5 agosto 2010
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