Beppe patrimonio dell'umanità. Quando sei lì, un po' scazzato, a pranzo per riconciliarti col mondo. Quando la versione bancario in giacca e cravatta di Saviano ti si farebbe lapperlà e tu, dovessi scegliere, ti faresti il suo presunto compagno. Quando i plin ti si sciolgono in bocca e lui (Beppe) ti racconta di New York e ti viene nostalgia solo al nome. Poi chiosa così e non sai più che dire: «La cosa più bella? Vedere la felicità di mia moglie».
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mercoledì 20 giugno 2012
mercoledì 29 giugno 2011
vegetali
Tu ridi e pregusti tutte le verdure che mangerò stasera, probabilmente una concentrazione che supera la mia media trimestrale. Ma è tutto buono, persino le cose da cui mi aspetto poco o nulla. Le ragazze sono in gamba, il glicine forse non è un glicine, C. aleggia discreto, Beppe è un fantasma che vedo solo io. In compenso la fauna intorno è drammatica: la media è femmina, 30-40enne, disturbi alimentari, fumo, piatti lasciati a metà, acqua naturale, neanche il pensiero di un vino, dolci spazzolati con colpevole rapidità felina. Guardo noi e il nostro tavolo: la bottiglia vuota, le briciole di pane, i bicchierini dell’ammazzacaffè, poca voglia di andar via. Come salutisti siamo più credibili io e te.
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mercoledì 25 maggio 2011
basso impero
Uno sembra un ex pugile ma è un medico, da quello che riesco ad ascoltare. Racconta di come quindici anni fa abbia usato i suoi 350 milioni per comprare case che adesso vuole vendere a cadenza annuale, per godersi i soldi nei suoi sessant’anni. E un po’ mi sta simpatico. L’altro, un po’ anonimo, sembra più vecchio ma è più giovane di poco. Abbassa la voce e inizia a parlare di politica, mentre il primo annuisce. Parlano del dopo, di lunedì e di cosa accadrà se vince quello o quell’altro. Del suo aver creduto a qualcuno, qualcosa, prima di rendersi conto della pochezza dell’insieme. Il tutto senza polemiche e bassezze, ragionando lucidi davanti a una bistecca, parlando di persone e non di fango. Per capire tutto ci vorrebbe Marlee Matlin, ma mi diverte l’aria da cospiratori. Quando pensavo alla “maggioranza silenziosa”, l’immagine era un’altra. Questa, però, è più divertente.
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