E insomma, ero lì, in attesa, dal barbiere. C’era solo un vecchietto prima di me, di più non potrei sopportare. Il mio barbiere (da cui vado pochissimo, usando prevalentemente la macchinetta) ha proprio la faccia da barbiere vecchio stile. Molto vecchio stile, roba che persino il fonatissimo abbronzatissimo anni Settanta che mi accorciava i capelli da bambino era già tanto, tanto avanti. Dal fonatissimo leggevo Diabolik, qui posso scegliere, dallo stesso cassetto (uh immagino già quando arrivano mamme con i bambini!) fra Topolino e Jacula. Albi tanto vecchi che se glieli rubo tiro su qualche soldo su ebay. E così stavolta mi sono messo a leggere Jacula, la vampira. In cui al massimo si vede la protagonista nuda stile Fujiko. In un Ottocento (?) dove spesso si parla come negli anni Settanta. Bellissimo. E, soprattutto, dio ti ringrazio, nessuna traccia di Visto e Chi.
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lunedì 18 agosto 2014
mercoledì 23 gennaio 2013
paroliamo
Che poi io capisco: conti un cazzo, nel tuo ufficetto openspeis. Il caporedattore con l’occhietto da gattoelavolpe ti suggerisce un pezzetto sulla mania del momento e tu, googolando, ruzzli verso l’abisso: alcune parole riconosciute dal giochino non esistono. Fonte: livorosi ignorantelli incapaci di fare più di 900 punti a partita, immagino. Perché se le parole le cerchi sullo Zanichelli, sorpresa, le trovi. Le usa solo più il signor Zanichelli (mi sembra di sentirlo strillare alla moglie «Arri, vedi di non farmi irco che mi fai aumentare l’itto!»), però esistono. La parola che invece mi viene fuori come un rutto leggendo queste minchiate sul sito del Corsera è «cialtroni»: nove lettere, con un DW o un TW praticamente mi risolve la partita.
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domenica 28 marzo 2010
intervallo
Visto che le uniche proiezioni di cui mi fido sono quelle cinematografiche, finché non ci saranno dei risultati seri e definitivi vogliate gradire, senza pecore, un paio di perle dai siti di Repubblica e La Stampa.

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lunedì 15 marzo 2010
scrivi di meno, scopa di più
Caro anonimo giornalista della redazione milanese di Repubblica,
ogni santo giorno leggo il giornale per cui scrive. Non per masochismo, ma perché sono convinto che sia uno dei pochi leggibili da cima a fondo in questo sventurato paese (il minuscolo è voluto). Ora, si dà il caso che oggi mi sia disgraziatamente imbattuto nel suo articolo. Se lo faccia dire parafrasando Paolo Conte: no, certe cose non si scrivono, che poi le persone intelligenti ne soffrono. La notizia era divertente, leggera, di quelle che una volta si chiamavano “di colore”. E lei che fa? Da bravo pippaiolo perbenista, comincia con lo sfottò («Non hanno saputo resistere alla passione…»), prosegue a 90 gradi nei confronti della polizia (“volante” con l’iniziale maiuscola? e perché mai), ricorda la differenza d’età tra i due per sottintendere che lui è un pervertito e lei è una zoccola, insinua anche che siano dei mezzi balordi (quali sarebbero esattamente i «piccoli precedenti»?), infine li inchioda alla loro scusa, giustamente falsa come una moneta da tre euro. Se le tira ancora, ascolti me, segua il consiglio del titolo.
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giovedì 14 gennaio 2010
quasi come platone
(ovvero dell’immortalità del cazzo)
A me questa cosa che la burla di quella gran faccia di tolla di Steve McQueen si perpetui a distanza di decenni a causa di una semplice distrazione mi fa incontrollabilmente scompisciare da stamattina.
P.S. serale: con quell'aria da signore elegante d'altri tempi, a me De Bortoli sta pure simpatico. E poi ha sdoganato Il Sole 24 Ore e gestisce il Corrierone dei Grandi con buone capacità (magari Panebianco però si potrebbe pure pensionare...). È per questo che gli chiedo (chissà mai passasse da queste parti): potrebbe spiegarmi cosa c'è di inaccettabilmente volgare in un gesto puramente goliardico di quarant'anni fa? A lei che, per diritto-dovere di cronaca, è costretto a mettere ogni giorno in prima pagina così tante facce di merda, quel pisello, moscio per quanto sia, non appare come una gioia per gli occhi?
giovedì 24 settembre 2009
è la stampa, bellezza (o almeno credo)
Troppo autoreferenziali. Troppo spazio dedicato ad amici e parenti (una pagina intera per l'affaire Santoro?!). Troppi corsivi. Toni eccessivi. Refusi fastidiosi come foruncoli sul culo. Graficamente un iocu i focu di stili e di font (offresi grafico casalingo, esperienza Xpress, prezzi modici, citofonare Dantès). Ma. Ma c'è il coraggio o l'incoscienza o tutt'e due di fare un giornale tutto da leggere in un Paese dove vige l'analfabetismo di ritorno. Un giornale che perlopiù si acquisterà via internet, in un Paese dove web fa quasi sempre rima con gratis. Un giornale lastricato di buone intenzioni e di ottime firme. Un giornale dove si leggeranno inchieste e fatti altrove ignorati. Un giornale nato ieri. Proprio poco non mi pare.
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