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venerdì 11 aprile 2014

passano gli anni (ma otto son lunghi)


Uh se è invecchiato male Yannick! 

lunedì 29 aprile 2013

cinque giorni che vi ho perso


Signora mia, che weekend lungo! Iniziato mercoledì pomeriggio, per dire. Vabbè, dal dentista, ma vuoi mettere la soddisfazione di non andare a lavorare? Peraltro continua a non farmi pagare: o è innamorato o mi aspetta un salasso. Da lì, io e la ms abbiamo chiuso il nostro personale Torino Glbt Film Festival con Facing mirrors (ve ne parlerò, non scalpitate o miei implumi!) e poi abbiamo cominciato a fare una cosa che ci viene proprio bene. Ma no, non litigare, mangiare e bere! Abbiamo praticamente smesso ieri sera. D’altra parte il weekend quello ortodosso, quello che comincia il venerdì, lo abbiamo trascorso a casa di questa splendida donna qua e del suo adorabile ciarlierissimo (chissà se ruzzle lo accetta) marito che ci hanno scarrozzato su per il Trevigiano ad ammazzarci di Prosecco e sopressa, e con cui abbiamo fatto chilometri in lungo e largo per la città del santo senza nome (anche senza lingua, visto che è esposta, pardon, ostensa in un’edicola apposita) e della gallina che per stavolta non abbiamo assaggiato. Ché anche lo stomaco ha una sua capacità? direte voi. Di superare se stesso, probabilmente.

giovedì 28 marzo 2013

stasera ho vinto anch’io


Nella sua immensa bontà (o incoscienza?) Fullmetalcinema ha premiato questo blog con il Liebster Award. E insomma, è inutile che faccia lo snob, quello che se la tira, quello della serie «si vede di più se non vengo o se vengo e sto in un angolo...»: la cosa mi fa molto piacere. Così partecipo subito alla catena attenendomi alle sei famigerate regole:

1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post
2) rispondere alle undici domande poste dal blog che mi ha premiato
3) scrivere undici cose su di me
4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers
5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger
6) informare i blog del premio.

Per fortuna le domande di Mattia sono semplici (fiuuuu).

1) Sei su un'isola deserta. Che personaggio di un film vorresti avere al tuo fianco?
Un Chuck Norris qualsiasi. Noioso come la morte, ma sopperirebbe alla mia totale mancanza di senso pratico.
2) Quale supereroe vorresti che ti salvasse se fossi in pericolo?
Tempesta. Come perché? Vabbè, ma allora ditelo...
3) Hai la possibilità di riscrivere il finale di Lost. ne approfitti?
No, che scherzi? Mi ha fatto piangere come un vitello, va benissimo così. Magari riscriverei qualche puntata qua e là...
4) Se potessi mangiare un solo cibo per tutta la vita, quale sceglieresti?
Ostriche. Lo so, ce ne vogliono tante per sfamarsi, ma quanto sono buone?
5) La tua citazione preferita?
«Che la morte ci trovi vivi» (Marcello Marchesi)
6) È nato prima l'uovo o la gallina?
L’uovo. In realtà non ne sono sicuro, non c’ero ancora.
7) Emma Stone o Emma Watson?
Emma Watson tutta la vita.
8) In che epoca vorresti vivere?
Pisellòv, fratello! Mi piacerebbe un sacco il decennio a cavallo tra i Sessanta e i Settanta del secolo scorso.
9) Esiste una scena di un film che ti fa sbellicare dalle risate in qualunque situazione ogni volta che ci ripensi?
La scena del vagone letto di Totò a colori.
10) Ti piacerebbe se la tua vita fosse accompagnata da un jingle come nei musical e quale vorresti fosse?
Odio i jingle allo stesso modo in cui amo i musical.
11) Ultima domanda: tema libero, come a scuola.
Ehm, mi scusi, signor maestro, sono impreparato...

Ora, in ordine sparso, le undici cose su di me. Alcune chi mi segue le sa già, cazzi vostri.

1) Uno dei primi film di cui io abbia memoria è King Kong del ’33 visto alla tv
2) Vorrei imparare a ballare il tip tap
3) Amo cucinare. Ed è un amore generalmente corrisposto
4) Non capisco i cani
5) Non concepisco le code
6) Trovo molto interessante la mia parte intollerante
7) Per anni sono stato traumatizzato da Jesus Christ Superstar, da Demis Roussos e dalla sigla di Avventura
8) Amo stare in ammollo, nel mare, anche immobile, fino a quando non mi vengono le dita palmate
9) La birra, dopo un po', mi annoia
10) Vorrei che le mie ceneri siano sparse in mare dalla scogliera di Pointe du Raz
11) Mi terrorizza perdere la memoria

Ed ecco qui i miei undici premiati. È stata dura escludere qualcuno, ma diciamo che, a parità di gradimento (tipo, ehm, Filippooooo!), ho scelto quelli più attivi. Si parte.


E adesso le domande ai premiati:

1) Cos'hai pensato la prima volta che hai visitato questo blog?
2) Più o meno quanti libri leggi in un anno?
3) Cosa pensi di quelli che votano scheda bianca perché la politica l'è una roba sporca?
4) Qual'è la cosa più imbarazzante che ti è capitata?
5) Quella più stupida?
6) Hai mai contestato uno spettacolo dal vivo facendo bu e robe simili?
7) Quale canzone che reputi orrenda conosci a memoria?
8) Definisci dio in poche parole comprensibili
9) Una delle cose che non faresti mai?
10) Cosa vorresti aver fatto prima di morire?
11) Cos'hai pensato la penultima volta che hai visitato questo blog?

mercoledì 27 marzo 2013

pornostanley


A pensarci è veramente pazzesco che, a parte pochi fortunati, noi poveri mortali abbiamo dovuto aspettare... quanti? occazzo, 24 anni! per vedere Blue Movie di Stanley Kubrick. Il film uscì poco e male alla fine del 1976 per riapparire qualche mese dopo la scomparsa del grandissimo regista direttamente in dvd. La ragione, l’unica, il fatto che fosse un porno. Idea a lungo cullata da Kubrick, che voleva sdoganare il genere utilizzando tutti i mezzi concessi dalle major, e spesso vagheggiata con l’amico e sceneggiatore Terry Southern: questi, tra l’altro, ne aveva tirato fuori un romanzo divertente nel 1970, abbastanza sicuro che non se ne sarebbe fatto mai niente. Qualche anno dopo, visto l’insuccesso commerciale di Barry Lyndon, la Warner pensò che i tempi fossero maturi per un film americano «erotico e oltre», come ebbe a definirlo un giornalista dell’epoca, e a Kubrick furono date due direttive: carta quasi bianca e budget limitato. Il risultato è qualcosa di ancora adesso fresco, moderno, gioioso, divertente, cinico e, machevvelodicoaffà, all’avanguardia, diventando una sorta di summa “leggera” dell’universo kubrickiano fino a quel momento: una levità molto lontana da quello che sarà Eyes wide shut, sebbene la scena dell'orgia abbia diversi punti di contatto e identico sia lo scambio di battute nel finale («C'è una cosa molto importante che noi dobbiamo fare il prima possibile», «Cosa?», «Scopare»). L’utilizzo sempre più spinto del dolly, a partire da quei titoli di testa che suggeriscono senza (quasi) mostrare, viaggiando in un incomprensibile intreccio di corpi; l’idea dell’illuminazione naturale mutuata da Barry Lyndon (del resto, alle luci c’è lo stesso John Alcott); una colonna sonora che alterna discomusic, Mozart e Salieri secondo una precisa geometria sonora; la scommessa di utilizzare attori non porno (fanno eccezione Harry Reems nei panni del moralista bacchettone e Marilyn Chambers cui, in virtù della somiglianza, fu affidato il ruolo della sorella-amante di Cybill Shepherd) sono tutti fattori vincenti. La storia, blandamente ispirata al romanzo (Kubrick e Southern scrissero la sceneggiatura man mano che si girava), è poi quella della genesi del film, con Peter Sellers straordinario alter ego del regista. Ma la Warner aveva sottovalutato l’operazione, nonché l’impatto sull’opinione pubblica. Il porno stava bene dove stava, con i suoi cinema e con i suoi attori: la contaminazione fu guardata con scandalo e disgusto. Le solite beghine si piazzarono davanti ai cinema a sgranare rosari e brandire cartelli minacciosi. E poi c’era troppa carne al fuoco; oltre al finto incesto, c’erano davvero cose inconcepibili per l’epoca: la passera depilata (come si intuisce dalla rarissima locandina), il sesso interraziale (protagonista una convincente Pam Grier), Jack Nicholson che si diverte a scimmiottare Brando praticando un anale su un giovane virgulto biondo di cui si sono perse le tracce, persino una scena omo tra un forse eccessivo Malcolm McDowell e un perfetto, inquietante androide interpretato da David Bowie. Non ci furono processi, il film non finì al rogo come Ultimo tango, ma semplicemente sparì. Se Kubrick e Nicholson, fingendo buon viso a cattivo gioco, si tuffarono nelle (sempre più) cupe atmosfere del progetto Shining, e se Malcolm McDowell ne uscì praticamente indenne in virtù della sua fama di attore maledetto, così non si può dire di Cybill Shepherd, ostracizzata da Hollywood. Idem per Peter Sellers, che in seguito allo scandalo fu scalzato da Alan Arkin nel (peraltro fallimentare) tentativo di tenere in vita il ciclo della Pantera rosa, e che si diede al piccolo cinema indipendente ritrovando il successo solo negli ultimi anni di vita. Bruttissime pagine di una storia che ancora brucia, per un film vitale, potente, ironico, da recuperare assolutamente.

Ci avete creduto? Ahimè Blue Movie non è mai stato realizzato, e tutto quello che ho scritto è frutto della mia mente malata, complici diversi brandelli di verità. Il post partecipa all’Impossible Movies Project ideato da Mr. Giobblin. Non si vince nulla, ma è tanto divertente. E io ho scritto il post più lungo della mia vita.