mercoledì 27 marzo 2013

pornostanley


A pensarci è veramente pazzesco che, a parte pochi fortunati, noi poveri mortali abbiamo dovuto aspettare... quanti? occazzo, 24 anni! per vedere Blue Movie di Stanley Kubrick. Il film uscì poco e male alla fine del 1976 per riapparire qualche mese dopo la scomparsa del grandissimo regista direttamente in dvd. La ragione, l’unica, il fatto che fosse un porno. Idea a lungo cullata da Kubrick, che voleva sdoganare il genere utilizzando tutti i mezzi concessi dalle major, e spesso vagheggiata con l’amico e sceneggiatore Terry Southern: questi, tra l’altro, ne aveva tirato fuori un romanzo divertente nel 1970, abbastanza sicuro che non se ne sarebbe fatto mai niente. Qualche anno dopo, visto l’insuccesso commerciale di Barry Lyndon, la Warner pensò che i tempi fossero maturi per un film americano «erotico e oltre», come ebbe a definirlo un giornalista dell’epoca, e a Kubrick furono date due direttive: carta quasi bianca e budget limitato. Il risultato è qualcosa di ancora adesso fresco, moderno, gioioso, divertente, cinico e, machevvelodicoaffà, all’avanguardia, diventando una sorta di summa “leggera” dell’universo kubrickiano fino a quel momento: una levità molto lontana da quello che sarà Eyes wide shut, sebbene la scena dell'orgia abbia diversi punti di contatto e identico sia lo scambio di battute nel finale («C'è una cosa molto importante che noi dobbiamo fare il prima possibile», «Cosa?», «Scopare»). L’utilizzo sempre più spinto del dolly, a partire da quei titoli di testa che suggeriscono senza (quasi) mostrare, viaggiando in un incomprensibile intreccio di corpi; l’idea dell’illuminazione naturale mutuata da Barry Lyndon (del resto, alle luci c’è lo stesso John Alcott); una colonna sonora che alterna discomusic, Mozart e Salieri secondo una precisa geometria sonora; la scommessa di utilizzare attori non porno (fanno eccezione Harry Reems nei panni del moralista bacchettone e Marilyn Chambers cui, in virtù della somiglianza, fu affidato il ruolo della sorella-amante di Cybill Shepherd) sono tutti fattori vincenti. La storia, blandamente ispirata al romanzo (Kubrick e Southern scrissero la sceneggiatura man mano che si girava), è poi quella della genesi del film, con Peter Sellers straordinario alter ego del regista. Ma la Warner aveva sottovalutato l’operazione, nonché l’impatto sull’opinione pubblica. Il porno stava bene dove stava, con i suoi cinema e con i suoi attori: la contaminazione fu guardata con scandalo e disgusto. Le solite beghine si piazzarono davanti ai cinema a sgranare rosari e brandire cartelli minacciosi. E poi c’era troppa carne al fuoco; oltre al finto incesto, c’erano davvero cose inconcepibili per l’epoca: la passera depilata (come si intuisce dalla rarissima locandina), il sesso interraziale (protagonista una convincente Pam Grier), Jack Nicholson che si diverte a scimmiottare Brando praticando un anale su un giovane virgulto biondo di cui si sono perse le tracce, persino una scena omo tra un forse eccessivo Malcolm McDowell e un perfetto, inquietante androide interpretato da David Bowie. Non ci furono processi, il film non finì al rogo come Ultimo tango, ma semplicemente sparì. Se Kubrick e Nicholson, fingendo buon viso a cattivo gioco, si tuffarono nelle (sempre più) cupe atmosfere del progetto Shining, e se Malcolm McDowell ne uscì praticamente indenne in virtù della sua fama di attore maledetto, così non si può dire di Cybill Shepherd, ostracizzata da Hollywood. Idem per Peter Sellers, che in seguito allo scandalo fu scalzato da Alan Arkin nel (peraltro fallimentare) tentativo di tenere in vita il ciclo della Pantera rosa, e che si diede al piccolo cinema indipendente ritrovando il successo solo negli ultimi anni di vita. Bruttissime pagine di una storia che ancora brucia, per un film vitale, potente, ironico, da recuperare assolutamente.

Ci avete creduto? Ahimè Blue Movie non è mai stato realizzato, e tutto quello che ho scritto è frutto della mia mente malata, complici diversi brandelli di verità. Il post partecipa all’Impossible Movies Project ideato da Mr. Giobblin. Non si vince nulla, ma è tanto divertente. E io ho scritto il post più lungo della mia vita. 

18 commenti:

  1. Cioè, tu vedi film veri e li liquidi in 4 righe cacate e per una roba finta fai un trattato enciclopedico? ma va a cagare, va! (detto più o meno nello stesso modo in cui dico "delizioso", naturalmente) :)

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    1. conosci lo spirito di contraddizione che alberga nell'overlook hotel che è in me...

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    2. E' che nonostante tutto non riesco a perdere la capacità di stupirmi. Ancora.

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    3. è perché sei gggggiovane dentro ;)

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  2. ma che ti prendesse un bene!!!!!!Stavo già sbavando all'idea di un film ritrovato di Kubrick! Fino a quando fai fare un anal a Jack Nicholson c'ero cascato con tutte le scarpe! Ho pensato no, jack non le può fare certe cose, perlomeno non davanti a una cinepresa...Bravissimo!

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    1. esattamenente dov'è ti è venuto il dubbio?

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  4. Per un attimo ci ho creduto, nuooooo!!!!
    Asciugo le lacrime e torno nel mio cantuccio.

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    1. come sopra: esattamenente dov'è ti è venuto il dubbio? ;)

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    2. Quando hai nominato Peter Sellers. Qualcosa dell'attore avevo letto e non mi sembrava avesse mai partecipato a niente di simile, poi mi si sono mossi i neuroni e ho pensato: cribbio, ma di Kubrick invece ho letto PARECCHIO, e com'è che non ho mai avuto sentore dell'uscita ed insuccesso di questo Blue Movie??? XD
      Poi vabbé, dopo è diventato fantascienza (Nicholson XDXD)!!

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    3. io Nicholson che fa il verso a Brando ce lo vedo :D comunque pensa come sarebbe più triste il mondo se Peter Sellers non avesse girato La Pantera Rosa sfida l'ispettore Clouseau

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  5. Mitico, avrei voluto crederci! :)

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  6. Grandissimo! Ero già in fibrillazione! Poi ho pensato..un passera depilata sulla locandina?davvero troppo! Comunque se uscisse al cinema, lo andrei a vedere di corsa!

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  7. Bellissima recensione di un non-film, avrebbe tutte le carte in regole per farci cascare chiunque :D

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