giovedì 3 luglio 2014

la donna che cadde sulla terra


Ok, è di nuovo il momento del post impopolare. Avrei dovuto immaginarlo, troppi segnali contrastanti: da un lato commenti del tipo “non si capisce niente”, dall'altro l'87% di Rotten Tomatoes; da una parte critici illustri (?) troppo intenti a parlare di passera (in realtà monte di venere) e poco di film, dall'altra una serie di riferimenti cinematografici che mi stuzzicavano. Per farla breve: ero curioso, non sapevo bene cosa aspettarmi, ma a me Under the skin è piaciuto parecchio. Il nuovo film dell'inglese Jonathan Glazer (in passato un fottio di video e quel Birth che scatenò un insensato chiacchiericcio antipedofilia), tratto - pare molto liberamente - da un romanzo di Michael Faber che non conosco per nulla, secondo me merita tanto. Il titolo del post non è casuale: certi spunti ricordano il bellissimo film di Nicolas Roeg e l'ancora più bel romanzo di Walter Tevis. Scarlett Johansson è un alieno che “cosa” (asciuga? mangia? mette in salamoia? annienta?) uomini, finché non incontra prima una specie di elephant man, poi una sorta di “povero ma onesto” scappato da un film di Ken Loach; e da lì cominciano i suoi dubbi e i suoi guai. Certo, il regista la prende un po' larga, anche se la parte “documentaristica” sulle facce cittadine ha un che di struggente. E, sì, la scena della pozzanghera è di un simbolismo così sfacciato che ci azzecca come il ghiaccio nel Laphroaig. Ma la musica, la fotografia, il ritmo lento ma studiatissimo, la maschera imperturbabile e meravigliosa della Johansson, ne fanno una piccola perla. Ah, vederlo in originale va bene ma, sebbene ci siano pochi dialoghi, cercate i sottotitoli: lo scozzese è una lingua a parte.

8 commenti:

  1. ah beh, se c'è la scarlett che cosa chi se la perde?
    io, ad esempio. :)

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  2. anche a me è piaciuto parecchio, ma non credo saremo in molti a pensarla così...

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  3. Dai, lo recupero, ho capito. :)

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  4. Post impopolare sì, almeno per me. Vero che l'estetica del film è di quelle suggestive e allo stesso tempo inquietanti, ma la lentezza e -soprattutto- la ripetizione appiattiscono ancor di più il risultato.
    Per me è no.

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    1. pensa che secondo me le ripetizioni funzionano molto bene :)

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