lunedì 21 ottobre 2013

buona domenica


Diretto verso Gravity, in metrò faccio prove tecniche di spostamenti in vista del Tff. Forse trent’anni in due, davanti a me, a sinistra giacchetta di pelle, corti capelli agitati, una parla parla parla; a destra l’altra, look ed espressione da educanda, ascolta ascolta ascolta. Ogni tanto fa domande sbagliate («Se parli greco antico in Grecia ti capiscono?»), ma la ragazza saputa non glielo fa pesare, sorride, le parla di quanto preferirebbe studiare arabo o cinese piuttosto che il latino («Se è una lingua morta ci sarà un motivo?»), percula le esclamazioni della Lucia manzoniana, racconta di Bologna come fosse una meta esotica. L’altra pende dalle sue labbra, vinta, conquistata. Cattivissimo me, di cui stanno per vedere il seguito, diventa argomento comune, forse. A sinistra si ride di gusto, a destra c’è giusto una piega delle labbra, sebbene goduta. Il problema della metro è che è troppo veloce.

7 commenti:

  1. A volte certi viaggi diventano interessanti per scoprire la geografia umana. ;)

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    1. oh, guarda, a volte si assiste a cose meravigliose, che bisognerebbe essere proprio capaci a scriverle bene

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  2. Complimenti per il blog, mi sono messa tra i sostenitori, ti seguirò con piacere :) Ps: Gravity stupendo

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    1. grazie! di Gravity arriverà presto anche la mia recensione...

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    2. non vedo l'ora di leggerla :)

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  3. Se è una lingua morta ci sarà un motivo che ammazzano pure l'italiano. Ah, la velocità della metro e di tutto il resto. Ah!

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    1. speravo/aspettavo un tuo commento. guarda, al di là dell'importanza del latino (ché ahimè son vecio, lo so che serve!), avercene di ragazze così!

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