martedì 16 dicembre 2014

’a voi ’a ricetta?


Prendete una commedia americana sofisticata anni Quaranta, non importa quanto verosimile, purché finisca con il trionfo dell’ammmore. Trasponetela in una Francia tanto ricca e un po’ polverosa. Riempitela di parole, anche esagerando. Invadetela di sole o di pioggia, quindi coloratela con sapienza cromatica. Ponetevi delicatamente un’esile piacevole attrice dall’occhio vagamente bovino (tipo Emma Stone) e fatela invaghire di un attore che solitamente trita le gonadi ma che, opportunamente marinato, diventa una specie di Cary Grant dall’aria furfante al punto giusto (tipo Colin Firth). Adesso lardellate accuratamente con battute geniali tipo «Non c’è niente di genuino, dal tavolo a tre gambe al Vaticano» o «L’unico essere con i superpoteri che conosco ha la falce in mano» (non importa che in sala ridiate solo voi, tanto lo sapete che siete troppo intelligenti). Fate cuocere a fiamma viva per metà, poi fate purpitiare fino a che si cuocia il tutto, spettatori compresi. Avrete così ottenuto Magic in the moonlight. Si abbina bene al whisky. Consigliato come antipasto, prima della visione di Zelig o de La rosa purpurea del Cairo.

P.S.: starò invecchiando, starò diventando un’anima candida, ma io il colpo di scena, nel nuovo film di Woody Allen, non lo avevo proprio immaginato.

12 commenti:

  1. Manco io il colpo di scena me lo aspettavo, non sei solo ;)
    Una commedia gradevole che ti far star bene mentre la guardi e pure per un paio d'ore dopo la visione.
    Woody Allen inoltre è riuscito a rendermi sopportabile Colin Firth, cosa da non sottovalutare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti, Firth di solito non lo reggo neanch'io

      Elimina
  2. Nel suo essere solo un piatto ben cucinato e non una portata degna di un grande chef è delizioso. Ben orchestrato, finissimo nei dialoghi, (quello tra la zia e Colin alla fine è superlativo), che cosa volere di più? Mi sono divertita, fossercene di film così! :-)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il titolo del post doveva essere woody allen's frankenstein, perché si tratta a tutti gli effetti di un innesto tra la sophisticated comedy di sessant'anni fa e l'umorismo di Allen... poi ha vinto 'a ricetta. te lo ricordi Salvi che "imitava" Vanzina? mi faceva morire!

      Elimina
    2. Non ricordo... probabilmente oltre a non reggere il Vanzina vero non sopportavo il suo imitatore! :-)

      Elimina
  3. un piatto che mi sono magnato con gusto :)

    RispondiElimina
  4. Piacevole davvero, anche se non da chef stellati. ;)

    RispondiElimina