martedì 12 giugno 2012

l’uomo che volle farsi olivier


Si parla tanto, e giustamente, di che lavoro strepitoso abbia fatto Michelle Williams per diventare la Monroe in My week with Marilyn. Tanto di cappello, ma resta in ombra, un po’ come il vero Laurence Olivier ne Il principe e la ballerina, Kenneth Branagh. Che sì, va bene, gli sarà venuto naturale calarsi nei panni dell’attore di cui probabilmente si sente “figlio”; che te lo immagini da bambino, mentre gli altri stanno lì a giocare a indiani e cowboy, dire al suo amico immaginario «Facciamo che io ero Amleto e tu eri Orazio». Però, insomma, anche la sua interpretazione merita. Per il resto il film è riuscito a metà, è privo di guizzi e, soprattutto, Emma Watson non fa ancora vedere le tette.


9 commenti:

  1. Ah, sono proprio contenta di aver letto il tuo giudizio perché ho sentito qualche servizio sul film e mi ero incuriosita. E poi Kenneth Branagh mi è simpatico e considerato che a me delle tette di Emma Watson importa il giusto, posso anche andare a vederlo, no?

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    1. direi proprio di sì. è carino anche se ha uno svolgimento un po' prevedibile, e la williams è bravissima

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  2. Sì, ma tu non puoi omogenizzarmi la posta con la banca, è pivellame grautito. (Sì, vabbè, non c'entra con 'sto post, e quindi? vuoi fare a mazzate?)

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    1. grautito? tipo rautiti, seneiuti, aperitaviti?

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  3. ... quando lascio le lettere sfuggite così in giro mi sembra di essere pollicino che ritrova sé stesso...

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  4. Anche se le grammatiche illustri tendono a non biasimare troppo chi si attarda ad accentare, ti spiace spolverare via quell'accento che mi sta facendo venire prurito? Con osservanza. msspoah

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    1. nón pósso modificáre úna cósa ché hái scrítto tú, pósso sólo eliminárla. é mí páre brútto...

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