domenica 7 novembre 2010

quadri da un'esposizione


Ruby dice che dal piccolo marchettaro si mangiava male. Eh, tesoro caro, bastava chiedere in giro. Io, per esempio, lo sapevo già. No, non me lo sono scopato, preferirei tagliarmi il pisello, ma per motivi di lavoro ho assistito al primo (e peraltro unico) congresso di forza italia una quindicina di anni fa: un catering pietoso. Tanto che l'altra sera, ad Artissima, ho avuto un déjà vu: si è mai visto il rinfresco di un vernissage a pagamento (e che pagamento, per due tartine, un pezzo di salame e tre vinelli a scelta che con la bustina venivano meglio!) senza scuse plausibili tipo beneficenza o simili? Dice «c'è la crisi». Ma non era meglio allora mandare inviti più mirati invece di far entrare all'Oval qualche migliaio di imbucati di vario ordine e grado? Vabbè, comunque anche quest'anno ho fatto la mia porca figura: sebbene avessi lasciato a casa i jeans strappati, l'omino dello stand negoziostraficoditorino mi ha scambiato per il solito ricco snob e decadente, abbiamo parlato di Bruno Munari e mi ha invitato a un'inaugurazione. Dico «Oh peccato, questo sabato non ci sarò. Ma la mostra quanto dura?». «Solo sabato» mi risponde serafico il giovane omino. «Allora che cazzo inaugurate?» vorrei chiedere ma mi trattengo perché intanto mi appare il nuovo libro di Safran Foer, una strana creatura con le pagine ritagliate che sembra uscita dalla mente di Munari. Decido che lo voglio, insieme ai coloratissimi, divertenti trans di Assume Vivid Astro Focus (porcocazzo, qui ci stava tanto bene una foto, ma non la trovo) che tanto devono a Otto Dix. Il post finirebbe qui ma, ora che ci penso, avevo promesso al mio ammmore che avrei parlato di tette. Oh sì, ce n'erano tante in bella mostra. D'altra parte era o non era un'esposizione? Morbide e sospese, fasciate in reggitette di pizzo sotto abiti più o meno scollati, vere e gonfiate, veniva praticamente voglia di provarle più o meno tutte. Ma sai che ti dico? Io voglio le tue.

12 commenti:

  1. Punto primo: chi è Ruby? Punto secondo: è almeno la seconda volta che nomini l'innominabile catering... dimentica! Punto terzo, l'idea: quando finalmente troverò il colore che mi scompiscia per tirare a nuovo le mie Dr. Martens farò anch'io un rinfresco a pagamento per il vernissage così sbarco il lunario. Punto quarto: voglio quel libro e sono ancora indietro di uno con Foer, porcapaletta. Punto quinto: con la logica degli inviti a corto raggio io e tanti altri come me si trovano automaticamente esclusi, non va mica bene; meglio il buffet dei poveri se poi possono esserci anche i poveri. Punto sesto: la promessa è quella cosa che se non la mantieni se non ti becchi un pugno quanto meno ci fai una magra figura. Punto settimo: mai sentito parlare di insiemi vuoti?

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  2. 1) beata innocenza, sei credo l'unica in italia a non sapere nulla delle puttane dello psiconano
    5) il buffet dei poveri non costa 8-15 euro. neanche fossimo stati in un bar fico del centro!
    6) appunto
    7) pirla!

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  3. 1)no, so tutto già da prima che succedesse, d'altronde la solfa è sempre quella, poca fantasia e poi so pure del cachet, ché l'ho letto da Evaso;
    5)anche gli angeli mangiano fagioli;
    6)e a capo: si gioca su altri campi (di sterminio :-D )
    7)non hai mai sentito parlare di insieme vuoto eh?

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  4. 1) e lo sapevo pure io, ma speravo se la facesse con le bambine, almeno a quest'ora era in galera. forse
    5) che con la trippa sono la morte loro. però se vado a un evento mondano col cazzo che mi danno quelle tartine di merda!
    6) sempre pronto
    7) un insieme privo di elementi. ricordati che ho fatto lo scientifico... ma tu a cosa ti riferisci?

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  5. 1)forse no?
    5)quelle sono come le torte delle scenografie a teatro: fanno scena, sono finte
    6)mh
    7)alle tette... hai già perso il filo?

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  6. io ieri ho mangiato in cascina. non era un catering, ma quella polenta era una meraviglia.
    p.s. l'ultimo catering nel quale mi sono imbattuta era stato allestito da Oldani, ma gli imbucati erano tali e tanti che ho preferito andare a farmi un negroni giusto, che quello sbagliato è comunque sbagliato, con un collega.
    quelle tartine che ho adocchiato avevano comuqnue un aspetto tristanzuolo. Ma forse era tristanzuolo l'insieme.

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  7. ms:
    1) mah
    5) dici che sapevano di cartone perché erano di cartone?
    6) che ummi?
    7) speravo di avere capito male. vedi che il "pirla!" iniziale ci stava bene?
    sandali: temo che le tartine siano tristanzuole per codifica. forse in qualche antico libro di ricette esiste una frase tipo «date loro un aspetto tristanzuolo e servite fredde». buona la polenta!

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  8. 1) mah magari
    2) di plastica, perché erano di plastica
    6) mi esercito
    7) associazioni (astruse) di idee: ma quello seppellito in buries non aveva un accendino, vero?

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  9. Volevo capire se era davvero fesso. Ora lo so: era davvero fesso; belloccio e fesso, come certe veline. Che disastro.

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