lunedì 16 giugno 2014

genere cinema


Beh, scusate, ma 'sto ragazzo merita l'Oscar: entra con la fidanzata nel cinema pressoché deserto e lei, dopo aver esordito con «Ah, quanta folla!», gli chiede «Ma questo film di che genere è?». E lui, saggiamente, gli risponde come nel titolo del post. Quella di cui vi parlo oggi (uscita adesso in Italia ma in realtà è dell'anno scorso) è The congress, la nuova pellicola di Ari Folman (il regista israeliano del notevole Valzer con Bashir), liberamente tratta dal romanzo Il congresso di futurologia di Stanisław Lem. Diciamolo subito: quasi un filmone. Quasi perché qualche lungaggine, specie nella parte animata, ce l'ha. Ma complessivamente è tanta tanta roba, molto più che fantascienza, molto più che riflessione sul cinema. Cominciamo da Robin Wright, che interpreta una specie (ma solo una specie) di Robin Wright che, costretta dagli eventi, accetta di sparire come attrice per fare posto al suo clone digitale: penso che girare tutta la prima parte sia stata una seduta psicanalitica mica da ridere. Poi ci sono almeno due sequenze geniali: il lungo monologo di Harvey Keitel (in grandissima forma) durante la “scansione” della protagonista e poi tutta la parte finale, sorprendente, diretta e asciutta (tranne i miei occhi, perché come fai a non commuoverti?). Cos'altro? La parte animata, un po' Tex Avery un po' tanto lisergica (d'altra parte si parla o no di una specie di popper che ti fa immaginare di essere chi vuoi?). E ancora l'ottima colonna sonora di Max Richter. E Danny Huston perfettamente a suo agio nel ruolo dello stronzo e Paul Giamatti orsacchiottorinolaringoiatra. E poi Robin Wright, l'ho già detto? Beh, sappiate che canta, e per me è stata una scoperta; una bella scoperta, alle prese con Forever young di Bob Dylan e If it be your will di Leonard Cohen. Notevolissimo.

13 commenti:

  1. Ho visto il trailer striminzito che passano ogni morte di papa alla tv e l'esclamazione mia tipica è stata "Cos'è sta cagata?". Poi ho letto la trama che mi ha ricordato neanche troppo lontanamente "S1m0ne" (con Al Pacino) e mi sono deciso: lo guarderò, aspettandomi nulla (così non incapperò in eventuali delusioni). Anche perché Robin Wright deve ancora farsi perdonare per aver recitato in quella merda di "Two Mothers".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in realtà con S1m0ne non ha nulla a che spartire. l'animazione, la droga e la filosofia ricordano un po' i film di Linklater in rotoscope. non ho visto il trailer, ma fidati, il film merita

      Elimina
    2. Ma l'hai visto doppiato? Merita anche doppiato? Sono lì, indecisa se vederlo o no....

      Elimina
    3. merita anche doppiato. tra l'altro Ennio Coltorti ha un timbro pressoché uguale a quello di Keitel. però c'è una sciatteria a livello di traduzione: a un certo punto, Steve porta Robin a vedere dove vive la figlia e le dice «è diventata naturalista». in realtà, è semplicemente naturista...

      Elimina
  2. Sono curiossima riguardo questo film. Il trailer mi aveva affascinanto ed obiettivamente la storia sembra assurda! Spero di riuscire a scappare al cinema stasera prima che lo tolgano!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. vai!! un po' lungo ma molto affascinante

      Elimina
  3. L'ispirazione un po' c'era, anche se lo temo, ma mi hai convinta. Se non arriva in sala in qualche modo me lo procuro :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in giro si trova anche in originale con i sottotitoli

      Elimina
  4. Sono contento che possa non essere una delusione. Spero di recuperarlo presto.

    RispondiElimina
  5. gli intenti del film sono buoni e la prima parte è avvincente.
    nella seconda parte però diventa troppo pretenzioso e finisce per non essere un granché. per me è la classica occasione sprecata...
    ma ti sei davvero commosso con 'sta roba? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. dai, come fa a non commuoverti la genialata finale?

      Elimina
  6. mi hai convinto , cerco di recuperarlo con ogni mezzo...

    RispondiElimina