lunedì 21 febbraio 2011

problemi reali


- Sono degli idioti.
- Sono stati nominati cavalieri.
- La cosa è ufficiale, allora.
(Il discorso del re, Tom Hooper)

Confesso: temevo la noia, il bel compitino, la confezione da Oscar. Ho dovuto ricredermi. Certo sembra tutto fatto per vincere, dai dialoghi brillanti alla scelta dei due attori protagonisti (Colin Firth è da manuale, ma Geoffrey Rush guadagna il mio Oscar personale nella scena dell'audizione). Tuttavia c'è anche molta anima nella storia, peraltro vera, del principe balbuziente che si ritrovò alla vigilia della seconda guerra mondiale a dover regnare in Gran Bretagna, visto che il legittimo erede sognava soltanto una vita normale, di stralusso ma “normale”. Che poi è una storia in cui è facile rispecchiarsi: quando le parole – quelle importanti – si incagliano da qualche parte in gola, e vengono su solo quando si capisce da quando e perché rimangono lì. Magari fidandosi di qualcuno totalmente, non soltanto rilassando il diaframma e sciogliendo la mandibola.

6 commenti:

  1. ciao
    sono il bastone su per il culo di ecudielle
    volevo dirti che il film stende un velo pietoso sulla questione del per niente celato amore che Edoardo aveva non per Wallis ma per Adolf (che vabbè la divorziata ma il nazismo no).
    E Churchill, che nel film è amicone del principe, ha in realtà mollato il re solo all'ultimo quando era diventato impossibile tenerlo sul seggiolone di velluto rosso.
    Ah poi, come storia di fantasia romantica funziona benissimo. Vincerà pacchi di oscar (quel gufo con gli occhiali ecc ecc)

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  2. ah ma ce lo so. dell'inciucio con hitler si intuisce ma è in effetti piuttosto sfumato, e santificare churchill è da tempo sport (inter)nazionale. io l'oscar lo darei a rush, decisamente e, forse, unicamente

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  3. Adoro Geoffrey Rush, ho avuto modo di apprezzarlo in altri film e lo trovo un attore davvero carismatico e intenso :)

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  4. Posto che il film non l'ho visto e che la vena polemica è l'unica da cui potrebbero farmi un prelievo a occhi chiusi, la balbuzie non è una così brutta cosa; peggio è cimentarsi per superarla al fine di orchestrare un discorso con cui indire una guerra. Cipperìa romantica.
    Me l'hanno raccontato, se non è un fatto véro, prendiamocela con il cronista.

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  5. nel film la fine della balbuzie coincide con il discorso sulla guerra, in realtà la superò prima. ma non è che sia stata l'inghilterra a dichiarare guerra alla germania, casomai il contrario...

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