lunedì 16 agosto 2010

crocicchio


La Puglia che incontra il bdcdP incontra la Puglia che incontra la Palestina che incontra il bdcdP in una sera in cui piove dappertutto tranne qui. I grilli fanno da sottofondo, i lampi sono lontani, il tuono è solo il rombo di una moto. Madamine sfotticchiano una fricchettona che si agita arabeggiante, poi balla in disparte. E io che della tipa volevo pensare il peggio, ora faccio il tifo per lei. A fine concerto passiamo a cinque metri forse meno da Nabil: ho deciso che lo amo, ma te molto di più.



mercoledì 11 agosto 2010

dell'utilità di fb (parte prima)


Aiuta ad avere delle certezze.

martedì 10 agosto 2010

ho bisogno di una lunga lunga vacanza


- Buongiorno, potrei parlare con Rocco Siffr… Ehm, può passarmi Rocco M.?

lunedì 9 agosto 2010

do you, mister lopez?


Quando uno è fico anche vestito da Freddy Krueger c'è poco da dire, quindi sorvolerò su Robert Downey jr. e parlerò soltanto de Il solista. La cosa che mi incuriosiva di più era il motivo per cui fosse stato scacato in patria e, di conseguenza, destinato alle sale cinematografiche italiane intorno alle feriae augusti. Primo: non ha un lieto fine, ché la schizofrenia – si sappia – non si cura soltanto con l'ammmore e la pazienza. Secondo: la Los Angeles del film, nonostante ci siano panoramiche dettate da amore puro che ricordano Manhattan di Woody Allen, non è quella da cartolina poliziesca cui ci hanno abituati, e la quantità di derelitti che la affolla è drammaticamente reale e attuale. Terzo: la musica classica non serve né per trombare né per introdurre storie d'amore tra straricchi annoiati. Magari sbaglio, ma forse no. E nonostante qualche ingenuità (i lampi di luce a rappresentare la musica si usavano tra i Sessanta e i Settanta, non oltre), il film non annoia, non è lacrimoso e, per citare il personaggio di Catherine Keener, è «personale, politico e attuale». Jamie Foxx è bravo, ma non fa urlare al miracolo come in Ray. Il finale è da mandare a memoria per tutti quelli che hanno il tu facile con chiunque, per qualsiasi ragione, appaia diverso.

domenica 8 agosto 2010

progetto di vita


Vorrei bere una birra con la mia donna, trovare un buon film da vedere stasera, galleggiare con i miei pochi euro fino a martedì, vedervi fuori da tutto il mondo (ché dal mio lo siete già). Credo di non avere speranze di ottenere una casa in affitto a Padova.

venerdì 6 agosto 2010

disorganizzazione


Il tuo seno in controluce vorrebbe una foto, tu no e io non ho la macchina con me.
Cazzo!

giovedì 5 agosto 2010

(dormi)rai


Erano anni che non ascoltavo stereonotte, ma le alternative erano radiomaria, m2o o schiantarci in autostrada. Beh, insomma, così c'erano questi due che pontificavano di gruppi che potevano anche essere inventati, niueiv e pseudo punk già scaduta all'epoca, anglotedeschi e via andare, scacando qualsiasi cosa fosse vagamente nota in quanto commerciale. Ma il fil rouge della nottata (atansiòn, truà-de-àn! avrebbero fischiato Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri) era «Qual è la canzone che esprime meglio il senso dell'amore?». Tra gli insonni fighetti segaioli c'era anche gente normale, ma le loro mail, i loro sms, erano letteralmente demoliti. Sconvolto da tanto intellettualismo di 'sta cippa (possibile che tra questa supponenza da calci in culo e la friggitoria musicale dei network privati non possa esistere una via di mezzo?), ho accolto quasi con sollievo il giornaleradio delle 2. Gesù, come farlo leggere a un Pieraccioni che non prova neanche a farti ridere. E con pause che, si sa, in radio sembrano durare dieci volte tanto. Aridatece er Dentone, plis.

mercoledì 4 agosto 2010

e loro, dico loro, chi sono? (un post un po' sul po)


Io sono timido, che si sappia. E, detto tra noi, questa cena allargata mi preoccupava un po'. Ma tant'è, la presenza in tutto il suo splendore della premiata coppia miss poison-sua bionditudine un po' mi rassicurava. Poi sono arrivato in questo posto da tacco 12 ma senza raccomandazione, la Torinobbene in riva sul Po (quello senza apostrofo), che c'era già madame. Ché io non l'avevo mai vista ma già sapevo che era lei. Quella che non mi capisce, dice, e che si aspettava uno meno con l'aria da ragazzo. Abbozzo. Lei invece è, per fortuna, esattamente la persona che mi aspettavo, tale e quale a quella che leggo, quasi mai commento, ma non abbiatene a male, lo sapete che faccio così con tutti quando non ho niente di furbo da dire. Cinque minuti dopo si gioca a indovina chi con le tre sconosciute: sesto senso e le riconosco. Subito only, che pure mi aspettavo diversa, ma so che è lei. BdcdP, chilometro più chilometro meno, ed è strano non averla già incontrata prima. E pensare che anche lei è proprio uguale, anche dal vivo. Litighiamo di vacche? No, peggio, ci coalizziamo sulla scottona. Di Mirtilla non so nulla, ma so che sono curioso, riparerò. Allison ha effettivamente qualcosa del suo modello di avvocato: entrambe fanno un sacco di foto con un flash ai raggi Uva, ritroverò la mia faccia alluciata da qualche parte? E poi c'è l'uomo che corre, quello del ginocchio che non ho toccato e un po', onestamente, m'è spiaciuto. Un pizzico di invidia, per quelle corse, uh se ce l'ho avuta. E ce l'ho. Ché camminare, e tanto, io cammino.

martedì 3 agosto 2010

cóse di case (parte prima)


Dici «Ma non l'hai già trovata?». Sì, forse. Ma come san Tommaso, finché non firmo... Dici che san Tommaso non firmava? Vabbè. Comunque vado. Come si dice, abbiamo fatto venti, facciamo ventuno. Non è così? Vabbè, ma allora scrivitelo tu 'sto post! Insomma eccomi in questa zona strana, sconosciuta eppure vicina, con poco sole tranne in quella casa lì che il sole sembra avercelo dappertutto. Mi accompagna uno più magro di mio nipote, avrà vent'anni o giù di lì, futura calvizie, giacca e cravatta appesi addosso, una tasca bucata da cui scappa via il cellulare. Tenta una conversazione, penso che forse il mio attuale vicino ha trovato qualcuno più vecchio di lui. L'appartamento è molto carino, ma quello che abbiamo scelto è più bello. Logorroica, la padrona di casa mi sommerge di informazioni e io mi sento un po' in colpa perché la ascolto a salve. Eppure quante volte ci capita di farlo. O no?

lunedì 2 agosto 2010

feeling better


Il supporter è un giovanissimo vecchio accartocciato sulla sua chitarra; canta di amori disperati in un unplugged che certo non aiuta a coprire ingenuità e difetti. Per fortuna, l’accompagna uno che, altrettanto giovane, è capace però a far cantare la sua chitarra. Malika Ayane arriva sulle note di Chiamami adesso ma nessuno riconosce Paolo Conte, né capirà dove comincia Carmen Villani e finisce Nina Simone, non si curerà neanche di cercarli sul mulo o il tubo, accontentandosi di pessimi video di un minuto e foto-giocattolo fatte col flash (ti scoppiasse in faccia, idiota!). D’altra parte, le signore intorno a noi aspettano di massacrare con le loro ugolette di nicotina le sole tre canzoni che conoscono. Ce ne fottiamo: la piccola donna sul palco ti fa capire cosa intende Conte per timbro vocale «arancione scuro che sa di spezia amara e rara», che a me non sarebbe mai venuto in mente, ma – cazzo – ha ragione. Per adesso è un piacere ascoltarla, tra qualche tempo imparerà a muoversi meglio. In compenso ci innamoriamo all’istante di Chris Costa, dei suoi capelli, dei suoi movimenti, di come gioca e si diverte. Me lo compri? A casa nuova starebbe così bene al posto della tv…