martedì 12 febbraio 2013

al proprio destino nessuno gli sfugge


Arriverà anche in Italia, non si sa bene quando. Ci hanno messo prima Il mondo di, come una pezza, come se un nome e un cognome da solo non bastassero a fare un titolo. Misteri dell’idiozia umana, un po’ come diventare vaticanisti in 24 ore o votare il peggiore per settant’anni. Comunque, Arthur Newman potrete tranquillamente evitarlo: l’opera prima di Dante Ariola è noiosetta, vagamante moralista e sbandicchia qua e là come una Panda sulla neve. Un uomo noioso e annoiato, abbandonato dalla moglie e scacato dal figlio, decide di cambiare identità e fare il lavoro che ha sempre desiderato: neanche il tempo di prendere questa decisione si imbatte in una ragazza piuttosto problematica di cui – indovinate? – si innamora. Emily Blunt sta bene nei panni della gnocca alternativa un po’ spostata, Colin Firth è comunicativo come un attaccapanni. Divertente ma non originale l’idea di infilarsi in casa d’altri fingendo di esserne i proprietari (ricordate Ferro 3?), finale più o meno scontato.

3 commenti:

  1. Risposte
    1. fastidio, come una mutanda stretta

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    2. non ho mai portato mutande strette, ma ti credo sulla fiducia.

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