mercoledì 27 giugno 2012

made in italy (driven in spain)


E poi dicono che c'è crisi...


lunedì 25 giugno 2012

e scoprirai che nulla è cambiato


Il tempo di scendere dall’aereo e quelli che solitamente hanno già in bocca la sigaretta stavolta hanno per le mani lo smarfòn sintonizzato sulla cinica lotteria dei rigori. Tutto quel rincorrersi così infantile all’interno del bus strapieno, le madri - pardon, fidanzate - lasciate al palo coi bagagli, l’inconscio (?) gayo cameratismo che esplode nel fatidico poppopoppopo dopo l’ultimo tiro in porta: un po’ troppo come ritorno dalla placida civiltà isolana. Quasi peggio del prezzo del gasolio o delle dichiarazioni del sottosegretario Polillo (chi?!?).

venerdì 22 giugno 2012

carramba che sorpresa


Uccido il rientro a casa a piedi con l'ipod. A un tratto mi ritrovo davanti una coppia di sedicenni (?). Lei ha un vestitino nero altezza passera, a lui han cacato in testa un cappellino bianco, poi ha canotta bianca senza maniche e pantaloni della tuta stile «vorrei la pelle nera... e anche un sacco di miliardi per fare i video con le strafiche». Ha anche una voce orrenda, con una erre moscissima che col resto non c'entra nulla. Litigano per gelosia. A un tratto decidono di attraversare mentre un giovane donnino in utilitaria sta andando allegramente per cazzi suoi. Lei suona più volte, s'incazza. Lui si gira, le tira fuori il medio. Lei s'impietrisce. Suona. Due secondi e incrocia i carabinieri, spiega cos'è successo. Le forze (?) dell'ordine (?) vanno a parlare con cazzoncello e minigonnata. Chissà com'è andata a finire. Il macellaio ha ucciso la mia curiosità urlando «La poooortaaaaa!».

mercoledì 20 giugno 2012

yes i love you in the sky forever


Beppe patrimonio dell'umanità. Quando sei lì, un po' scazzato, a pranzo per riconciliarti col mondo. Quando la versione bancario in giacca e cravatta di Saviano ti si farebbe lapperlà e tu, dovessi scegliere, ti faresti il suo presunto compagno. Quando i plin ti si sciolgono in bocca e lui (Beppe) ti racconta di New York e ti viene nostalgia solo al nome. Poi chiosa così e non sai più che dire: «La cosa più bella? Vedere la felicità di mia moglie».

lunedì 18 giugno 2012

ce nge n’am’a scì, sciamanìnne


Lanzarote: abbiamo scoperto che trattasi di Canarie, anche se a un tot le spacciammo per Baleari. Comunque si torna in Spagna, e questo è quanto di più fico. Magari facessimo come Lanzarotto che lì rimase. Pensa se un giorno si chiamasse Dantese o Spohalle. Se vedemu. Un po' di post arretrati vi terranno compagnia.


giovedì 14 giugno 2012

come? ma dove?


Non dovrei scrivere del film Molto forte, incredibilmente vicino. Il libro, regalatomi così, a botta di culo, senza saperne nulla, mi è entrato sotto pelle. C'è stato un periodo in cui lo regalavo a chiunque mi sembrasse meritevole. È un gran bel romanzo, pochi cazzi, almeno superate le prime cinque pagine. E il film è un'altra cosa, inevitabile. Ma il problema non è questo. Sarà che la parte che avevo amato di più, il flashback sui nonni, qui è saltato a piè pari e il personaggio di Max Von Sidow (peraltro molto bravo), così privato del suo background sembra una sorta di Buster Keaton rincoglionito. O forse è la figura del padre (Tom Hanks) che è troppo ingombrante. Magari a trasformare il linguaggio di Safran Foer ci voleva un genio alla Michel Gondry. Il film di Stephen Daldry commuove senza emozionare. Peccato.


mercoledì 13 giugno 2012

fracchia contro


Inseguo per giorni il mio capo, finalmente prendo il virtuale numeretto dei messaggi istantanei e lui mi concede quei cinque minuti in cui riassumerò una settimana di lavoro e una firma per le ferie (ah sì, per inciso la prossima settimana non ci sono). Porte e finestre aperte, corrente come se piovesse (no, diluvierà di lì a due ore), apro la porta e cerco di richiuderla senza che sbatta. Ci riesco benissimo, complice una falange del dito medio (sempre quella) a fare da feltrino. Non urlo, la ms sarebbe orgogliosa di me. Però fuori li vedo cadere. Li vedo solo io, ma sono tanti. Santi e santissimi, angeli di ogni schiera, persino qualche madonna (no, non quella simpatica milf che gioca a provocare e che un po' mi spiace non aver visto in concerto). «Forse dovresti metterlo sotto l'acqua fredda» dice lui. Bene, una bella figura di merda, giusto per cominciare.


martedì 12 giugno 2012

l’uomo che volle farsi olivier


Si parla tanto, e giustamente, di che lavoro strepitoso abbia fatto Michelle Williams per diventare la Monroe in My week with Marilyn. Tanto di cappello, ma resta in ombra, un po’ come il vero Laurence Olivier ne Il principe e la ballerina, Kenneth Branagh. Che sì, va bene, gli sarà venuto naturale calarsi nei panni dell’attore di cui probabilmente si sente “figlio”; che te lo immagini da bambino, mentre gli altri stanno lì a giocare a indiani e cowboy, dire al suo amico immaginario «Facciamo che io ero Amleto e tu eri Orazio». Però, insomma, anche la sua interpretazione merita. Per il resto il film è riuscito a metà, è privo di guizzi e, soprattutto, Emma Watson non fa ancora vedere le tette.


mercoledì 6 giugno 2012

l’uomo-luogo comune


Piuttosto che fare una fila mi rifarei togliere le emorroidi, ma in banca, ieri, dovevo andarci per forza. La banca, per chi non lo sapesse, è come la posta: una grigetta vecchia puttana che si imbelletta quotidianamente per far credere di essere giovane e bella. Uno spettacolo patetico, sì, ma ci si casca in tanti, specialmente al mattino, specialmente a una certa età. Insomma ero lì ad aspettare il turno in coda parallela allo sportello (ma perché?!?) e tentavo inutilmente di isolarmi da questo mondo, mentre il più giovane del gruppo (un cinquanterottenne vestito quasi da spiaggina) dispiegava in poderosa successione tutti i luoghi comuni di sua conoscenza. Terminate le considerazioni sulle stagioni, sono arrivate senza soluzione di continuità la politica, le tasse, le pensioni, la disoccupazione, l’augurio che siano licenziati quelli che lavorano in banca. Se tra dieci anni divento così, uccidetemi.


martedì 5 giugno 2012

io c'è (e ha visto chiavari)


Ci sono giorni in cui fissi la pagina bianca. Altri in cui fissi il bianco degli occhi e ti perdi la pupilla. Altri che sudi su altre pagine che ti danno uno stipendio. E poi ci sono dei giorni... e delle lune, e del cinema (ma guarda!). Io c'è, e ha scoperto che dai e dai le strade che portano a Zena e dintorni non sono poi così scomode. Cominci a chiamare le curve e i paesi, e miss tomtom è solo uno iato tra «omminchia ancora tutta 'sta strada» e «guarda, siamo quasi arrivati». Chissà dov'è l'ex Piaggio. Ma in fondo il cielo era grigio, o forse comunque sempre più blu.