giovedì 8 aprile 2010

la ballata del pittore


C'era questo bambino con la funcia, i capelli a caschetto, gli occhi azzurri. Praticamente, se avessimo avuto come compagno di scuola Brad Pitt, quest'ultimo non se lo sarebbe filato nessuno. I maschi gli invidiavano il padre, ex mito dello sport cittadino. Le femmine lo adoravano in silenzio, ma per fortuna erano ancora piccole per farcelo pesare. Lui disegnava. Non grandi cose, ma neanche i nostri sgorbi. I colori io li odiavo, non sapevo mai come usarli; lui li conosceva, sembrava che ci giocasse, e probabilmente era così. Poi siamo cresciuti. Lui è andato a Milano. Anch'io. Lui ha scoperto che la cosa che voleva fare era solo la punta dell'iceberg di quello di cui era capace. Anch'io. Lui da un po' non ha più il caschetto e la funcia. Io da un po' non ho più tanti capelli e la bocca aperta. Di lui ogni tanto vedo qualche quadro in giro. Alcuni mi piacciono, altri mi inquietano, altri ancora li adoro perché mi fanno i due effetti insieme. Ma ho smesso di invidiarlo credo 30 anni fa. Perché anch'io, se mi spara il mio amico M., sono capace di morire al ralenti come nei film.

mercoledì 7 aprile 2010

improper conduct


- Ehi Joey, ma mi guardi, cazzo? Questo a scuola mica te lo insegnano. Allora, hai presente il film?
- Sì, pa'.
- Ecco, quella... no, quella è la finestra da cui ha sparato Oswald. O chi per lui.
- Pa'?
- Eh sì, perché questo è il bello. Vedi, il complotto giudaico-massonico gestito da Lyndon Johnson con l'appoggio dei militari americani e degli esuli cubani...
- Papaaaà...
- Sì, hai ragione, torniamo alla dinamica della faccenda. Perché sai, Joey, cazzo quell'uomo lì faceva discorsi strani. Quant'è vero dio sembrava cristiano, ma mica come noi. No, di quelli siamo tutti uguali, la democrazia, 'ste cazzate insomma. E poi, sai con chi se la faceva di nascosto dalla moglie? Anzi, mica tanto di nascosto...
- Scusa pa', ma lì in fondo che succede?
- Non ti distrarre, arriva il meglio: le pallottole. E sì, perché gli hanno sfracellato il cranio. Roba di quei film che ci piacciono tanto... però stavolta era vero, eh... Tanto di quel sangue! E lei, Jackie, dovevi vederla. Anzi, sì che l'hai vista.
- Papà, ma quella signora lì è nuda!
- Nuda? Dove? Viene buona per stasera. Ehm... Polizia! Fbi! Cia! Papa! Rabbino! Ma dove cazzo siete quando servite?


(perché amo anche lei, eccheccazzo!)

martedì 6 aprile 2010

i love you fabrizio


Io già lo sapevo. La cosa bellissima è che, come per certi grandi amori, non sai mai bene che cos'è che ti piace in particolare. E lui mi piace sempre. Nonostante Happy family. Che è un crogiolo di buone intenzioni e di mille linguaggi. Ma non basta riunire due vecchie volpi come avvenne in questo piccolo miracolo qui. Né è sufficiente spiazzare il pubblico che s'incazza sul finto finale. O filmare la Milano notturna in bianco e nero mentre in sottofondo passa Chopin. Alla fine mi sa che si è divertito solo Salvatores. Ah, già: ben ti voglio Bentivoglio!

lunedì 5 aprile 2010

fame


Fiumicino. Tra un volo e l'altro finisco il libro della Parrella, inizio Lethem, scopro che è tutto un altro romanzo rispetto a quello che mi aspettavo, per fortuna mi piace: un Hornby ambientato a Brooklyn, direi se avessi già letto qualcosa di Hornby. L'insegna del winebar di Frescobaldi mi ispira, si sta al bancone con prezzi da ristorante ma me ne fotto e mi faccio un Morellino. Poco dopo ecco che mi si siede accanto il noto comico della nota coppia comica che non sai mai chi è l'uno e chi è l'altro. Magro come uno stecco, ha baffoni anni Settanta e anche il maglione sembra uscito da un poliziottesco. Lo riconosco subito e con me, piano piano, anche tutti quelli che stanno lì intorno. Mi riprometto di scomparire se qualcuno gli chiederà un autografo, cosa che per fortuna non succede. Però lo guardano. Ci guardano. E io mi chiedo cosa farei al suo posto se mi cascasse addosso un pezzo del formaggio che sta mangiando o, peggio, un sorso del vino che sta bevendo. Manderei affanculo l'aplomb e smadonnerei come mio solito? A naso, direi proprio di sì. No, non ce la posso fare. Allontanate da me l'amaro calice: se dovesse capitare, ricco sì, famoso mai.

mercoledì 31 marzo 2010

si viene e si va


F. mi scrive che va via. No, non parte per l'estero disgustata dall'esito delle regionali. Si trasferisce 670 chilometri più a sud col suo compagno. Lui ha un nuovo lavoro, lei no, ma non le importa. Un po' perché sta con lui, un po' perché è stufa di quello che fa e vuole guardarsi intorno. No, da parte mia nessun rimpianto sentimentale. Tanta invidia, quella sì. E il desiderio che ci riesca. Lei, io, e tutti quelli che hanno voglia di voltare pagina, possibilmente in due.

martedì 30 marzo 2010

'o sapete che ve dico?


A voi che siete andati al mare
e a voi che avete pensato di avere ancora il lusso di scegliere,
un solo invito:

domenica 28 marzo 2010

intervallo


Visto che le uniche proiezioni di cui mi fido sono quelle cinematografiche, finché non ci saranno dei risultati seri e definitivi vogliate gradire, senza pecore, un paio di perle dai siti di Repubblica e La Stampa.


giovedì 25 marzo 2010

espò 2010


C'è un posto a Milano con una rotonda che ti ci imbrogli quasi sempre. Un posto che di qua c'è via Padova, quella dove fino all'altro giorno ci si ammazzava tutti, adesso è la pace (forse quella eterna) e dove, se cercate bene, c'è una traversa con un piccolo ristorante friulano (è o no zona etnica?) in cui si mangia da dio (ma dio mangia?). A fianco c'è viale Monza: vai su e c'è lo Zelig (o c'era?), le puttane, la Brianza che tu pensi che è ancora Milano e invece è lì pronta, capannoni e tutto il resto. Sull'altro fianco, tiri su e c'è (c'era?) il Leonka, che io i centri sociali mai capiti, ma massimo rispetto. Dalla parte opposta, Buenos Aires (ma non la città, ché siamo a Milano, il corso!) con i negozi dello shopping un po' sfigato un po' no, il cinema Arcobaleno dove vidi un paio di film saran dieci anni, un mcdonald's che puzza fino a Porta Venezia e il ricordo di una delle canzoni più geniali di Lucio Dalla. Beh, comunque, sappiate che questo posto, con la rotonda e tutto il resto, è l'unico in cui mi piacerebbe presto incontrare Al Cafone. Incontrare, beh, adesso è una parola grossa. Vedere bene, diciamo. A costo di mettermi anch'io a testa in giù.

martedì 23 marzo 2010

il corvo e la scrivania


D'accordo che nutrivo forse troppo grandi aspettative, ma cazzo, Tim, che cazzo hai fatto con Alice in Wonderland? Hai trasformato un visionario romanzo di formazione in un tedioso polpettoncino fantasy con poche idee e pure vetuste, peraltro in un 3d abbastanza inutile. Quanto agli attori, muglierete e Johnny Depp riciclano qua e là, Mia Wasikowska è un simpatico e affascinante neo sopra la bocca, Alain "Renatinomio" Rickman è come ti aspetti che sia il Brucaliffo. Spicca la Regina Bianca di Anne Hathaway che, a parte il fatto di somigliare a Cicciolina (non l'ho scritto io, ma mi trovo assolutamente d'accordo), è il personaggio più riuscito del film e anche l'unico che risollevi dalla noia: la scena della pozione, oltre a essere finalmente burtoniana, è davvero divertente.

lunedì 22 marzo 2010

di leggerezza e di pesanti passioni


Sua Bionditudine, miss Po(ison) e ms.spo(ah) hanno incontrato il sottoscritto nel cuore del bdcdP. Le previsioni del tempo non ci hanno preso. La noia nemmeno. Magari non era proprio primavera, però, tra un agnolotto e una finanziera, Beppe cantava.