No, non sono sparito: lavoro matto e disperatissimo fino all’otto di agosto. Ma parteciperò ai blogathon come promesso. In più, non è che proprio la sera sia stato a fare i fili (espressione sicula che non credo necessiti di spiegazione…). La scorsa settimana, peraltro, è stata una settimana musicale. Al documentario sui National dedicherò un post domani, perché è molto più cinema che musica. E quindi parliamo di musica. Domanda: ma sono io che sto invecchiando o sempre più spesso ai concerti ci sono troppi telefonini e gente fuori di testa e sempre meno erba da respirare e cori più o meno stonati? Neil Young a Barolo è stata una bella esperienza uditiva (maxischermo non pervenuto per volere del cantante, vabbuò) almeno finché alle nostre spalle una specie di predicatore che diceva cose in parte sensate ma nel modo più inutile, sbronzo e sbagliato, si è scagliato contro un pubblico (effettivamente un po’) freddo. In ogni caso, io quelli che dicono che Collisioni sia male organizzata vorrei sapere il resto dell’anno che fanno. Parliamo della pioggia? Delle birrepiscio onnipresenti sponsor? Del fatto che, una volta entrati dentro al lunapark non se ne potesse uscire per mangiare o bere qualcosa di decente? Ok. Per il resto, grande manifestazione, di cui mi spiace aver visto poco. Neil Young? Quando parla, non si capisce un cazzo, Quando canta, sembra che da Harvest siano passati quattro anni, non quaranta e rotti. E le canzoni lunghissime, suonatissime, sono una gioia. Per le orecchie, solo per quelle, come dicevo prima. Venerdì poi è stata la volta dei Pet Shop Boys a Torino. Ché, se non fosse stato per la ms, probabilmente non avrei visto, perché li conosco ancora meno del cantautore canadese. Concerto iniziato tardissimo, con pioggia a intermittenza, dopo uno scrauso gruppo italiano che cantava in inglese e una tipa interessante quanto misteriosa che a me e alla ms ha ricordato Meryl Streep col nasone. Con i PSB mi sono divertito e, prima che cominciassero con le canzoni che conoscevo, a un certo punto ero quasi in trance, come in una discoteca all’aperto di un tot di anni fa. Loro sono sempre gli stessi, solo un tot di capelli in meno. Le ballerine, fantastiche, sembravano uscite da una coreografia di Valerio Lazarov: un tuffo nel passato ancora più della musica. Ma voi lo sapevate che I’m not scared (portata al successo da Patsy spallinacadente Kensit) l’hanno scritta loro? La musica della settimana non finisce qui, ma necessita ancora di un post a parte…
lunedì 28 luglio 2014
venerdì 11 luglio 2014
non so come finisce moby dick
No, non io. L’ho letto tutto il romanzo di Melville, nella traduzione di Cesare Pavese, vent’anni fa, e ne fui conquistato. La citazione è da un signor film, divertente come sanno gli irlandesi, drammaticissimo come sanno gli irlandesi, disturbante, che fa male, bellissimo. Uno di quelli che, per colpa della maledetta sinossi (tre righe per raccontare o per far passare la voglia di vedere qualcosa) ho saltato nella sezione Panorama di Berlino (sempre la più interessante) e recuperato fortunatamente adesso. Si tratta di Calvary, del regista John Michael McDonagh (quello di The guard), protagonista Brendan Gleeson (sì, il Malocchio di Harry Potter) nel ruolo di un prete incompreso che somiglia un po’ al don Giulio de La messa è finita di Nanni Moretti, scelto come innocente agnello sacrificale da una vittima di pedofilia. Insieme a Kreuzweg, la più bella rivelazione della Berlinale. Guarda caso, entrambi ambientati in ambito religioso. In Italia? Internet…
giovedì 10 luglio 2014
è qui che ci sono le donne nude?
Torno su Giorgio Faletti perché, come si dice, a pensar male si fa peccato ma si indovina. In questi giorni il corriere.it mette on line un'intervista inedita (e sottolinea "inedita") al comico-scrittore-cantante ecc... Qualche mese fa era un periodo, per chi non lo ricordasse, in cui, con la scusa del revival anni Ottanta, il Corrierone (?) cercava di far dire ai comici di Drive In quanto fosse greve (?) e sessista (?) quella esibizione di tette e di culi. All'epoca. Vabbè, ci siamo capiti: redazione di segaioli di mezz'età senza neanche la scusa dell'estate. Ecco, Faletti (a parte il momento di smemoratezza sul nome del geniale Enzo Trapani) se ne uscì con una signora disamina. Senza abboccare, e senza fare gnanca un plissé. Da ascoltare. Chissà com'è che non è mai andata on line prima...
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martedì 8 luglio 2014
notte horror: vamp
Ma Robert Rodríguez e Quentin Tarantino, nel 1986, per caso, videro un film che si intitolava Vamp? Perché quei due o tre punti di contatto (esclusi violenza esasperata, criminalità, ritmi serrati...), Dal tramonto all'alba ce li ha. Beh, comunque, sai quando hai la curiosità di un film qui? Sì, qui, guardami, proprio in gola. Uno di quei film di cui hai vagheggiato da gggiovane e che poi sono scomparsi nel nulla? Ecco, Vamp. Ma siccome questa è Notte Horror in versione reload, lascio la parola al mitico Zio Tibia.
Salve, ahem, piccoli zombetti miei! Maltrovati, ah eh! Come state? Ehm, bene? Peccato. Ahah... Ehm, ve la ricordate Grace Jones, eh ah? Dunque, ehm, eheh, sì, quella gnocca nera di quando eravamo giovani? Sì, di quando ero giovane io, doveva essere il mille... oddio, vabbè, eheh, non mi ricordo più. Beh, nel film in questione è una vampira. Insomma, anche un po' zombie. O licantropa. Eh eh, bene non sta, insomma. E balla tutta nuda (quasi eh, eheh) in un locale di spogliarelliste dove vanno tre sfig... tre ragazzi che vogliono ehm, ahm, come si dice? noleggiarla, ecco sì, per uno spettacolino nella loro confraternita universitaria. Ah, e nel mezzo c'è una gang capeggiata da un marcantonio albino, eheh. Come va a finire? Ahah, ehm, indovinate. Ah, ma c'è anche la sorella sfig... meno fortunata di Michelle Pfeiffer, ma lei non è una vampira, almeno, ehm, credo, ahahah... Insomma, ci si diverte da morire ahahahah... Il regista... sì insomma, sono parole grosse, è Richard Wenk, quello che ha sceneggiato The expendables 2 e il remake (ce n'era - ehm eheh - proprio bisogno?) di Professione assassino. Buona visione, zombetti miei, e vi auguro ogni cosa di peggio – ahah - che vi possa capitare...
Per chi si fosse perso le prime recensioni della Notte Horror Special Blog Edition:
Dovevi essere morta su Il giorno degli zombi
Mimic su Non c'è paragone
Brivido su Solaris
Di seguito i prossimi appuntamenti...
intervallo
In attesa del secondo appuntamento con Notte Horror Special Blog Edition, dalle 21 con Solaris, dalle 23 col sottoscritto, vogliate gradire questo simpatico, allegro, ottimistico florilegio tratto dalle statistiche del mio blog. Fa più paura di Brivido, sicuramente più di Vamp, specie se letto di seguito...
(e Altan, come sempre, ha previsto tutto...)
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lunedì 7 luglio 2014
ca custa lon ca custa
Strana la Val d'Aosta. Così città e così montagna. Piena di soldi e di polo con i colletti in su quasi come a Bari. Dove si mangia e si beve un sacco di Toscana. Dove ci si vergogna dei vini (buoni) e si promuovono le birre (per fortuna altrettanto buone). Con i turisti tutti allo struscio, al massimo ai castelli, mentre le mostre non se l'incula nessuno, tanto che viene voglia di fare due parole con i guardiani. E poi questo tempo che ci somiglia, un po' caldo un po' freddo, un po' sole sulla pelle un po' Carmagnola sulla via del ritorno, a volte come quella giacca di pelle mollata nel bagagliaio. Bel weekend, che ci vede pure in partenza. Sì, manca un mese e mezzo, ma è un po' già vacanza, dentro. L'ultima volta, era un secolo fa, Bard non aveva quei fantastici ascensori. Cos'avranno girato di The age of Ultron? Chissà. Intanto Picasso e Larrain. No, poison, non il regista, sta' tranquilla. È cileno pure lui, ma si chiama Sergio ed è un fotografo spettacolare. Ad Aosta, se vi capita e se volete scrostare dalla noia brava gente pagata per star lì, ci sono le foto di moda di Gian Paolo Barbieri. Dove Audrey Hepburn, vestita in modo assurdo, è sempre bellissima. Dove c'è una splendida sosia di Uma Thurman: non è lei, visto che all'epoca aveva due anni. E dove una Bellucci di dieci anni fa (s)vela i suoi ricci più nascosti.
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venerdì 4 luglio 2014
porchilmondo
E insomma dispiace un bel po’. Perché a me Giorgio Faletti ha
sempre divertito proprio tanto. Vito Catozzo in primis, ma anche il testimone
di Bagnacavallo e il mattomattomatto col suo giumbotto. Per non parlare di
Franco Tamburino all’interno di quello strano miracolo tv che fu Emilio. Poi
l'ho scoperto come autore di canzoni. No, non le canzoncine sceme (per quanto
«Le donne vanno e vengono lungo il viavai del porto…» sia un delizioso e
brevissimo flash comico), non la retorica di Signor tenente, ma quella piccola
perla d'album che è Il dito e la luna cantato e suonato da Angelo Branduardi. Al
cinema, curiosamente, ha credo sempre fatto lo stronzo, ma niente di memorabile. Si piaceva, e probabilmente aveva un ego di discrete dimensioni: e
questo gli italiani non lo perdonano a nessuno, tranne a se stessi e forse ai
calciatori. I romanzi non li conosco: le persone più diverse me ne hanno detto
tutto il meglio e tutto il peggio. Però Io uccido sta nel mio kindle da mò,
tanto che adesso sembra quasi brutto infilarcisi, così.
giovedì 3 luglio 2014
la donna che cadde sulla terra
Ok, è di nuovo il momento del post impopolare. Avrei dovuto immaginarlo, troppi segnali contrastanti: da un lato commenti del tipo “non si capisce niente”, dall'altro l'87% di Rotten Tomatoes; da una parte critici illustri (?) troppo intenti a parlare di passera (in realtà monte di venere) e poco di film, dall'altra una serie di riferimenti cinematografici che mi stuzzicavano. Per farla breve: ero curioso, non sapevo bene cosa aspettarmi, ma a me Under the skin è piaciuto parecchio. Il nuovo film dell'inglese Jonathan Glazer (in passato un fottio di video e quel Birth che scatenò un insensato chiacchiericcio antipedofilia), tratto - pare molto liberamente - da un romanzo di Michael Faber che non conosco per nulla, secondo me merita tanto. Il titolo del post non è casuale: certi spunti ricordano il bellissimo film di Nicolas Roeg e l'ancora più bel romanzo di Walter Tevis. Scarlett Johansson è un alieno che “cosa” (asciuga? mangia? mette in salamoia? annienta?) uomini, finché non incontra prima una specie di elephant man, poi una sorta di “povero ma onesto” scappato da un film di Ken Loach; e da lì cominciano i suoi dubbi e i suoi guai. Certo, il regista la prende un po' larga, anche se la parte “documentaristica” sulle facce cittadine ha un che di struggente. E, sì, la scena della pozzanghera è di un simbolismo così sfacciato che ci azzecca come il ghiaccio nel Laphroaig. Ma la musica, la fotografia, il ritmo lento ma studiatissimo, la maschera imperturbabile e meravigliosa della Johansson, ne fanno una piccola perla. Ah, vederlo in originale va bene ma, sebbene ci siano pochi dialoghi, cercate i sottotitoli: lo scozzese è una lingua a parte.
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lunedì 30 giugno 2014
zombetti si nasce
Non lo sapete ancora? Sapevatelo: da domani sera e fino al 2 settembre, ogni martedì alle 21 e alle 23, torna il doppio spettacolo della mitica Notte horror. Torna nei nostri blog, non in tv. E torna sotto forma di recensione light, estiva, cercando se possibile di far rivivere lo spirito del mitico Zio Tibia e delle sue presentazioni trash e divertenti. Al debutto troverete Il giorno degli zombi e Non c’è paragone, rispettivamente alle prese con Dovevi essere morta e Mimic, ma tutto il programma è, obiettivamente, una gran figata. Eccolo qua:
giovedì 26 giugno 2014
no, non è che improvvisamente si mettano a cantare
C'era un ragazzo che somigliava a un giovane Alvaro Vitali magro e cantava come se gli avessero strizzato le gonadi molto prima dei Bee Gees, moltissimo prima di Prince. Si chiamava Frankie Valli e quando ascolto Can't take my eyes off of you penso alle ballerine con addosso il giropassera di Apocalypse now. Detto ciò: ma quanto mi è piaciuto Jersey boys, ultima fatica di Clint Eastwood? Tanto. Classico nell'impianto come tutti i film di occhidighiaccio, non aspettatevi chissà che virtuosismi. Un po' in calo sulla parte finale (sulla storia della figlia ho pensato a Pastorale americana, cercando di dimenticare che Phillip Noyce tenterà inutilmente di farne un film), ma bello. Ben girato. Divertente. Con un cast più che brillante (molti attori del musical da cui è tratto – ah, attenzione, il film non è un musical) e la splendida partecipazione di Christopher Walken. Sembra quasi uno Scorsese minore, ma si nota quanto il regista si sia divertito, a cominciare dall'autocitazione di Rawhide. Certo, restando in tema musicale, Bird era un'altra cosa. Ma io (e la Tiz) siamo usciti più che appagati. Ah, guardatelo in originale, se potete.
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