giovedì 26 gennaio 2012

l’uomo che non sapeva amare


Nell’anno dei biopic sugli stronzi (domani arriva la Thatcher di Meryl Streep), Clint Eastwood ricade negli errori di Invictus. Dopo quella meravigliosa parabola sulla vita, la morte e altre sciocchezze che era Hereafter, torna ad annoiare con J. Edgar, invecchiando i suoi attori con un makeup da galera e imbastendo dialoghi che vorrebbero essere epici e invece dopo un po' ti spaccano le gonadi. È un gran peccato. Perché la storia di Hoover è la storia di una fetta importante degli Usa, con le sue luci (l’origine di alcuni metodi investigativi che oggi diamo per scontati) e le sue tante ombre di stampo fascista. Perché il personaggio è complesso, dal rapporto con la madre all’incapacità sentimentale quando non relazionale. Chapeau a DiCaprio (sempre più mix tra Brando e il giovane Welles), funzionale l'anda e rianda dei flashback (anche se chi non conosce la Storia non capirà una cippa), particolarmente convincenti Armie Hammer e Judi Dench.


4 commenti:

  1. Ok misà che salterò la visione allora... :p

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  2. mmm ancora lo vedo ma ne parlano tutti decisamente bene... tranne te... vedremo

    cmq anche te un blog di cinema? mitico!

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  3. neanche a me è piaciuto,il caro vecchio Clint sta perdendo colpi a quanto pare.
    In ogni caso DiCaprio,che è il mio preferito,è stato bravissimo...ma di nuovo snobbato dall'Academy :(

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